venerdì 27 luglio 2007

Riflessioni sull'amore e sull'amore primario

Non mi fermo alle apparenze freudiane in quanto in altri campi, al di là della psicoanalisi, si è cercato di dare una definizione dell'amore.
Definizione dell'amore che non fosse una banale riduzione al comportamento (anche se i behavouristi ci hanno provato), che non sia una semplice fenomenologia, ma che appaia come il connubio di un solo tipo di amore.

In questo legame forzato ho cercato di condensare, fermo restando lo spazio a disposizione, le teorie parallele che possono aggiungere o togliere qualche idea al supremo concetto irraggiungibile dell'amore.

Qualcuno disse che l'amore, se spiegato attraverso le sue regole, sarebbe come vedere singolarmente i sette colori dell'arcobaleno che non renderebbero giustizia al fenomeno di rifrazione completo nella sua unitarietà.

Da questi piccoli passaggi è, comunque, possibile comporre un quadro generale come risultato delle teorie sull'amore, finora proposte ed accettate, ancora controverse ma non-errate sull'eterna diatriba che, da Platone, giunge irrisolta fino ai giorni nostri:

amore e psicoanalisi

Freud non poteva non considerare la disciplina alchemica dell'amore nelle sue teorie che, nel secolo in cui furono proposte, apparvero decisamente stravaganti.

Le pulsioni inducono all'azione e altrettanto fa un oggetto quando richiama a se un determinato comportamento. Le due chiavi di lettura non sono antitetiche ne sequenziali. Sono letture possibiliste come tutte le tentate letture dei sistemi inconsci legati all'emotività.

Provo a fornire un qualche accenno sulle considerazioni freudiane sui possibili perchè dell'amore e, soprattutto, sui possibili "come" dell'amore:

Leggere l'amore

Non si può leggere qualcosa che non è mai stato scritto. Si può solo congetturare su ciò che si vede, ben consci che ciò che appare, spesso, inganna la vista.

L'amore è un tema delicato e, forse, uno dei più belli, controversi e profondi che la psicologia, dalla psicoanalisi al comportamentarismo, ha cercato di delineare per scoprire, alla base, cosa sia questo attaccamento alchemico all'altro e quali siano, su un piano fenomenologico, le regole dell'amore.

Che ci siano riusciti?

Introduzione alla psicologia dell'amore

Ovviamente addentrandomi in un terreno tortuoso mi rendo perfettamente conto delle difficoltà concettuali affrontate.

Leggendo gli interventi sulla psicologia dell'amore è necessario considerare non più il rapporto tra se stessi ed amore in quanto rapporto diveniente, ma il rapporto sano che nasce alla base dei propri desideri e discuterlo con l'ottica possibilista di chi affronta argomenti dove i criteri morali di "giusto" e "sbagliato" sono completamente ininfluenti:

Aggressività

Un qualche nuovo spunto sull'aggressività e le forme di violenza. Il rapporto tra violenza e schizofrenia diventa, a seguito degli esperimenti del NIMH, un processo senza legame e, di fatto, il comportamento violento non ha valenze sulle deviazioni dalla realtà.

E' anche vero che la deviazione dalla realtà induce a risposte differenti rispetto a quelle consentite, ma non genera violenza se questo tratto peculiare del carattere non è già presente nel soggetto.

In questo intervento:

venerdì 6 luglio 2007

Riflessioni sulla psicologia cognitiva

I parametri della psicologia cognitiva sono sperimentali e quindi, fino a prova contraria, non discutibili. La cognitiva, semplicisticamente, si occupa di cognizioni e quindi di percezioni del mondo.

Percepire può essere rappresentato come l'atto di subire la realtà, di elaborarla e, successivamente, di preparare una risposta adeguata.
Detto in altri termini, la cognitiva si occupa della valutazione degli stimoli e della produzione delle conseguenti risposte.

Per "risposte" è possibile intendere eventi, reazioni e semplici produzioni cognitive ossia rappresentazioni della realtà. L'occhio vede qualcosa (stimolo), la mente decodifica il messaggio (risposta mentale), la mente comprende che si tratta di un pericolo (elaborazione, valutazione), il corpo si sposta per evitarlo (risposta fisica).

Naturalmente la psicologia cognitiva è molto più complessa, precisa e sistematica di come l'ho brevemente trattata in questo intervento. A partire da alcune teorie della psicologia cognitiva ho potuto produrre delle riflessioni. Essendo semplici riflessioni sono paradigmi della realtà e non necessariamente includono scientismi o presunzioni di verità.
E' solo un possibile punto di vista:

sabato 23 giugno 2007

Gli atteggiamenti sociali del temperamento

Ogni temperamento produce una serie di atteggiamenti che si riflettono all'interno della società. I gesti possono essere studiati a partire dalla semiotica come azioni comunicative sottese da un senso.

Il senso che, solitamente, sottendono gli atteggiamenti ed i gesti non è espresso chiaramente con le parole. Lo studio dell'atteggiamento in assonanza col temperamento dell'individuo, permette una lettura più sincera delle sue reali intenzioni filtrate dalla morale attraverso il linguaggio.

Tante volte, per un senso di cortesia, non siamo capaci di dire a qualcuno che non ci interessa quello che sta dicendo. Il nostro corpo è solito esprimersi con atteggiamenti precipui atti alla sua difesa, atteggiamenti che, se letti correttamente, possono comunicare qualcosa di sincero quanto utile e profondo.

Gli atteggiamenti vengono letti a partire dal concetto di relazionalità così, per cominciare, valutiamo il senso relazionale tra i possibili temperamenti dell'uomo:

Atteggiamenti e cinesica

La cinesica studia il senso di un atteggiamento nella gestione dello spazio personale. La cinesica è strettamente connessa con la prossemica, l'unica differenza tra le due è lo spazio.

Mentre la prossemica riguarda lo spazio extra-corporeo ed il senso che presenta ogni sua possibile gestione, la cinesica riguarda lo spazio corporeo e riguarda ogni possibile senso che compete ad un tipo di atteggiamento preso in esame in un dato contesto.

Gli atteggiamenti sono parte di studio della cinesica, partendo dallo studio degli atteggiamenti così come fu formulato per la prima volta dagli antichi latini, interessando lo stesso Ippocrate, si possono iniziare a vedere le realtà sottese dai gesti delle persone con le quali entriamo in contatto:

mercoledì 20 giugno 2007

autoanalisi, inconscio, coscienza e consapevolezza

Un po' di tutto per dipingere un quadro introduttivo alle metodologie dell'autoanalisi. Questi interventi saranno gli ultimi per questo mese, proseguirò successivamente nell'approfondire i paradigmi utili per imparare, più o meno, amatorialmente e, soprattutto, senza controindicazioni a capire un po' meglio se stessi.

Questi quattro interventi dovrebbero riassumere ed organizzare quanto proposto negli interventi, a tema di autoanalisi, precedenti:

venerdì 15 giugno 2007

psicologia autodidattica

Capire se stessi è il modo migliore per aiutare se stessi ed il modo più proficuo per continuare ad avere una vita serena qualora non aveste bisogno di sapere di più su di voi.

L'analista è solito accompagnare il paziente verso la guarigione, alleviandone temporaneamente i sintomi e i disagi, l'autoanalisi è la guarigione profonda che può essere operata a partire da un buon analista o da se stessi (qualora il disagio sia lieve).

Sono sceso ancora più in profondità sui temi centrali dell'autoanalisi perchè è importante capire cosa si faccia e il perchè si decide di farlo:

lunedì 11 giugno 2007

Autoanalisi e psicosoluzioni

Oggi ero in vena di scrivere, ho preparato alcune chiavi di lettura dell'autoanalisi e le ho pubblicate in due distinti interventi:

Ho anche notato che molte persone mi scrivono per un consiglio, voglio sottolineare che non sono nessuno per dispacciare consigli e, soprattutto, diffidate dai consiglieri da rivista domenicale, saranno anche persone estremamente colte, ma, come diceva Oscar Wilde, in chi chiede un consiglio c'è tanta insicurezza e in chi lo offre, tanta arroganza.

Il fatto è che la vita appartiene per diritto solo all'individuo e un consiglio tiene conto di esperienze di vita molto dissimili tra loro. Ciò che è valido per qualcuno non è valido per gli altri, così, in questo, la psicologia, al massimo, può fornire la sua visione dottrinale senza, per questo, assurgere al ruolo di guru.

Per un buon consiglio si può sempre ricorrere a se stessi, io, come sottolineo in un intervento ad hoc, posso solo fornire una traccia di cosa cercare, poi sta alla persona il cercarlo:

domenica 10 giugno 2007

La ragione e la contemplazione

Le apparenze ingannano. Sfortunatamente ad apparire è una verità indissolubile, una verità destinata ad essere percepita. Di questo gli antichi greci erano perfettamente coscienti e decisero di tradurre il "logos" in termini intuitivi prima ancora che percettivi.

Il pensiero, a partire dai sillogismi di Aristotele, fu tradotto solo per verità certe ed incontrovertibili, lasciando al logos l'unica facoltà di capire prima ancora che produrre:

Il rilassamento ed in colpo di genio

Ci si rilassa e si pensa anche se non si vuole pensare. Le idee scorrono, l'inconscio si muove ed analizza con velocità sorprendenti tutti i disagi che incorrono, normalmente, nella vita quotidiana.

E' questo il potere dell'insight inconscio, dell'idea che balena, inaspettata, verso la soluzione di un problema. Il rilassamento è alla base di tutto, quando l'attenzione è concentrata su qualcos'altro l'inconscio lavora a 360 gradi. Così la soluzione è insita nel problema, serve solo un pizzico di irrazionalità per raggiungerla!

giovedì 7 giugno 2007

Discesa nell'autoanalisi

I motivi stressori, e le tensioni quotidiane comportano quei disagi che, a lungo andare, possono trasformarsi in vere e proprie ossessioni e complicare la vita in modi decisamente bruschi.

Per capire il loro senso ed il loro significato può essere utile scendere nel dettaglio di quali siano le tipologie di stress e quali siano le contromisure naturali del cervello umano:

E i dialoghi sull'amore vanno avanti

E' un mese e mezzo che avanza il dialogo sui sofismi dell'amore, un mese e mezzo di riflessioni e considerazioni sul tema dell'amore inscritto nella società e nella realtà quotidiana.

In ogni commento si possono trovare i punti di vista di chi ascolta e di chi propone, si possono trovare intendimenti e fraintendimenti nell'eterna lotta verso la comprensione di ciò che l'amore chiede e di ciò che l'amore offre:

martedì 5 giugno 2007

Sulla filosofia delle verità prodotte

Il criterio di base è che la verità esiste. C'è senza che venga creata; la misura del senso della verità è in diretta corrispondenza con il senso pratico del "senso delle cose". L'occidente perde il senso delle cose nel momento in cui ci rende meri funzionari delle proprie tecniche.

La tecnica, prodotta dalla scienza, ottiene un senso, uno scopo e una verità. Il senso di questo scopo e della sua verità sono puramente soggettive, ovvero soggette ad interpretazione, cosa che non è vera per le verità filosofiche:

I criteri dell'autoanalisi

Lo stress quotidiano è una fonte inesauribile di semi. Se non impariamo ad estirpare questi semi dalla terra, il rischio è quello di trovarci immersi in una foresta di erbacce.
La traduzione sul piano della psicologia è evidente, per un maggiore approfondimento sull'utilità dell'autoanalisi:

lunedì 4 giugno 2007

La difesa degli spazi.

La prossemica deve le sue fondamentali al tentativo di spiegare la disposizione alla razionalità mediante il rapporto invasione/difesa dello spazio e tutta la sequenza, infinita, delle permissività reciproche e delle reazioni comportamentali.

In sostanza, tramite la prossemica, possiamo notare come l'uomo difende il proprio spazio e come pone se stesso in relazione al mondo:

Che cos'è l'amore?

E' ovviamente una domanda che non ha mai avuto risposta, pur avendone avute a milioni. E' l'ossimoro in tema di domande, è l'eterno gioco di ciò che si vuol possedere senza avere, l'eterna dominanza dell'intelletto sulle emozioni.

E' quell'arcobaleno bello perchè composto e che, una volta scomposto, perderebbe tutto il suo effetto. Si può dire giusto ragionar d'amore? Si può dire possibile cercare di capire l'amore?

Beaumont e Fletcher hanno definito che l'amore è qualcosa che farebbe uggiolare in rima un cane:

sabato 2 giugno 2007

Sofocle e l'Edipo Re

Un simpatico connubio tra psicologia e filosofia, di fatto le due dottrine sono decisamente complementari, entrambe, in qualche senso, cercano la verità sull'uomo.
Il fatto che io abbia scelto una tragedia per evidenziare qualche punto in comune, potrebbe apparire come un "segno" interessante.
Mha:

giovedì 31 maggio 2007

La pnl ed i modelli eccellenti

Il modello è ciò su cui ci basiamo quando cerchiamo di migliorare noi stessi per imitazione. Imitazione dell'eccellenza, s'intende!
Come riconoscere l'eccellenza? Come costruire un modello attorno ad essa e, soprattutto, come sapere con certezza che si tratti esattamente di un modello da seguire?

automobili e automobilisti prossemici

Un elemento quotidiano come l'automobile non poteva non entrare di diritto nello spazio psicologico dell'essere umano, di fatto oggi troviamo moltissimi elementi patologici, proprio dell'uomo, trasposti sull'automobile.
Dall'ipocondria alla gelosia, l'automobile sembra assorbire le manie del vivere quotidiano. Questo mi porta a pensare che la sua presenza rientri a pieno titolo anche nelle teorie prossemiche:

Il sacrificio

Tutto è iniziato da qui, quando l'uomo ha compreso che per ottenere qualcosa occorreva spendere qualcos'altro. Bene che possa andare si è soliti spendere del tempo o delle energie, la spesa permette l'ottenimento di un beneficio.
Una spesa di tempo od energie votata ad un bene intangibile o votata al riconoscimento di qualcosa che è "già acquisito" viene intesa, a partire dall'era del mythos, come un sacrificio:

mercoledì 30 maggio 2007

Sulle false verità

Che cos'è vero. Non intendo cosa sia reale, ma cosa sia vero.
Ciò che è reale è qualcosa che può essere esperito, qualcosa di profondamente attinente al determinismo di causa/effetto. La verità è altrove, la verità è nel tutto che unifica nascita, corruzione e morte di un ente. Il falso nientifica il vero e, annullandolo, lo rende irreale, non-esperibile, falso anch'esso e nel falso apparirebbe la verità.

Nel tempo passato furono veramente pochi quegli uomini che tentarono di combattere questo entimema, per fare qualche considerazione:

martedì 29 maggio 2007

Come costruire un modello in pnl

La pnl permette di costruire o derivare modelli. La pnl ha costruito una grammatica essenziale, in collaborazione con la linguistica, per delineare la strategie delle forme di comunicazione.
Forme efficaci di comunicazione. Per ottenere miglioramenti o eccellenze è necessario scomporre il concetto generale in piccole parti più facilmente analizzabili, come se si trattasse della semplice ricetta della torta al cioccolato.

Il modello nasce per necessità di alcune parti interagenti e si forma per composizione di elementi semplici verso una costruzione più complessa. D'altronde anche i grattacieli vengono costruiti dalle fondamenta:

Metafisica

Siamo arrivati al confine tra il pensiero mitologico ed il pensiero metafisico, in questo confine trapassano per osmosi solo i concetti principali, quanto ritenuto vero dal mythos viene declassato a semplice superstizione dalla metafisica la quale rivendica la verità come un qualcosa di preesistente, permanente e, sfortunatamente, nascosto.

La verità collima solo nella propria generalità, ovvero il suo rivolgersi al tutto e, per questo, si avvicina pericolosamente al concetto in cui tutto è uguale proprio perchè identificato dal diverso reciproco. In questo ossimoro è possibile scoprire quella base dalla quale parte Aristotele per arrivare fino ad Hegel.

Danza dei contrari

Due interventi nuovi su psicosoluzioni, il primo critico sul complesso di edipo ed il secondo atto ad aprire una nuova direzione degli studi sulla prossemica.

Il complesso di edipo viene letto sotto una nuova chiave: il complesso erotico, cosa eticamente e moralmente inaccettabile per un bambino e altrettanto possibile per l'istinto con cui l'uomo nasce:

La prossemica viene letta a partire dal suo contrario. Non più quello studio sullo spazio da rispettare, ma quelle argomentazioni per chi non rispetta lo spazio assegnato:

domenica 27 maggio 2007

Un piccolo caleidoscopio

In un rimbombo di parole lavoro sempre per le mie viziose ricerche linguistiche e se tutto sembra avere un senso, con un tocco di magia, è possibile risolverlo in un dissenso.

Per il piacere di una delle mie tante notti di pura insonnia e gastrite mi son divertito a paroleggiare con un senso, cosa che accade di rado.
In questo intervento:

La trilogia completa sul senso dell'amore

Il senso dell'amore è qualcosa di non altrimenti definibile. Il senso dell'amore è il senso stesso che implica amore, perchè l'amore non è altro che un sentimento peculiare, espresso una sola volta in un tempo ed in uno spazio ben definito.

L'amore di ognuno ha il suo senso, di fondo c'è un metro globale per la ricerca di questo senso e, come per il vero viandante, il piacere del viaggio è nel viaggiare e non nella meta.

Ricercare il senso dell'amore risulta, data la grande variabilità del tema, pressocchè impossibile, è possibile, tuttavia, cercare un viaggio comune che conduca ad una delle capitali del senso dell'amore. In questa trilogia sul senso dell'amore cerco, in qualche modo, di delinearne i tratti salienti a dispetto di ogni possibile chiarezza:

Reazioni temporali al complesso di Edipo

Freud incontro notevoli resistenze ogni qualvolta decise di presentare al mondo il suo pensiero. Di fatto fu criticato per la brutalità con la quale era in grado di mettere l'uomo di fronte a se stesso.

E' vero che la scienza moderna ha confutato, più o meno parzialmente, le sue teorie, è altrettanto vero che, seppur imprecise non erano completamente errate e i principi su cui si fonda la psicoanalisi sono tutt'ora estremamente validi e, rispetto al tempo di Freud, solamente evoluti.

L'uomo ha evidenti difficoltà ad ammettere la sua bassezza di spirito ed i suoi intimi, quanto espliciti, desideri. La parte cosciente maschera spesso i contenuti dell'inconscio, l'obiettivo di fondo potrebbe essere un recondito quanto peculiare istinto di sopravvivenza. In sostanza il cervello, piuttosto che permetterti il suicidio, preferisce impazzire ...

Il complesso di edipo fu accettato solo dopo molte rivisitazioni, la sua genialità fu quella di apparire in un'epoca insospettabile:

sabato 26 maggio 2007

Parlando d'amore

Non credo che qualcuno abbia toccato maggiormente il mio interesse come questo dialogo che ho, da un po' di tempo, con una ragazza (jodiefoster per la quale anche le mucche volano) in tema dell'amore.

In questa lunga dissertazione abbiamo toccato diversi argomenti: dall'amore verso il mondo, all'amore per la vita. Dall'amore verso se stessi, all'amore verso il prossimo. Dall'amore dionisiaco, all'amore dei sensi e delle emozioni.
Mi piace continuare a postarne i progressi.

venerdì 25 maggio 2007

Le altre sciocchezze

Il pensare ed il ragionare in merito all'era della "technè" è una sciocchezza perchè l'era della "technè" sta ragionando per noi, sta ragionando con lo scopo di non farci ragionare.

A partire dal risultato tende a scoprire le azioni sequenziali che ci porterebbero, di diritto al raggiungimento del risultato stesso. Così a noi non è dato pensare, non serve pensare. Occorre, invece, munirsi di un ricettario e di un "qualcosa da fare", applicare alla lettera le istruzioni e ottenere il proprio risultatino prefabbricato.

Il pensiero è una sciocchezza, in questo mi immagino come un anacoreta anacronistico che osserva meditando sulle sue tecniche che, se applicate, risulterebbero delle perfette sciocchezze. Eppure il pensiero è ciò che ci distingue, per quanto ne sappiamo, in tutto l'universo. E' mai possibile che il suo utilizzo sia riservato ad una stretta cerchia di possidenti?

Il carisma e la prossemica

Si può essere coinvolgenti e si può essere travolgenti.
D'altra parte è possibile anche risultare noiosi o insipidi, tutto dipende dalla carica emotiva che si è in grado di trasmettere al proprio interlocutore.
Parlando di programmazione neurolinguistica, tra breve, tratteremo l'argomento in maniera piuttosto profonda; trattando invece di psicologia e, in particolare, di prossemica, è possibile divertirsi con alcune considerazioni sul carisma e lo stato emozionale degli interlocutori:

Amore, secondo intervento

Mi sono proposto una trilogia di interventi e nei prossimi giorni riuscirò a concludere il percorso.
L'amore ha un'essenza di base, l'amore "è" oppure l'amore "ha". Potrebbe anche darsi che l'amore "appaia", o che l'amore "raggiunga", di base quello che potrebbe rivelarsi evidente è che sia una grande illusione. L'illusione di amare verso una persona illusa di percepire questo amore.

Esistono bugie innocenti

Qual'è, di fondo, l'innocenza di una bugia?
Forse il suo scopo o forse ciò che tende a "risparmiare" all'interlocutore.
Possono definirsi bugie innocenti quelle che tendono, con un minimo danno, a salvare se stessi da una "brutta figura"?

Credo che un margine di colpa ci sia in ogni tentativo di mistificazione della realtà, e mi chiedo se sia il solo a pensarla così ...

mercoledì 23 maggio 2007

Tornando ad amare

Erano diversi giorni ... più di un mese che non mi mettevo a dissertare sull'amore. Torno, più feroce che mai (dopo aver disertato le dissertazioni), sull'argomento più tenero possibile: L'amore e la sua visione olistica.
E' ovvio che le dissertazioni che seguiranno sulla trilogia di interventi (che pubblicherò in tre giorni diversi) comprenderano solo il senso etico dell'amore e nulla che possa corrsipondere al pratico. A meno di non voler vedere oltre le parole.

Il testo di riferimento è quello di Galimberti con le opportune visioni di Jasper, Heidegger, La Rochefocault e Wilde sul tema dell'amore. Per raccogliere informazioni nuove o rinnovare vecchie nozioni le complicanze non sono poche. Per adesso beccatevi questo paradosso:

Modellare se stessi

Per poter effettuare esperimenti innocui sulla propria persona, o meglio, sulla propria personalità, risulta utile imparare a costruire un "modello" di se stessi (e in questo la pnl è utilissima) per poter programmare tecniche e metodi che siano efficaci senza rischiare di disturbare l'essere originale (se stessi).

Costruire il modello di se stessi è un valido aiuto a comprendere come siamo fatti e cosa vogliamo creare nella nostra vita. Non ultimo, questo modello ci aiuterà a comprendere cosa e perchè cambiare e, soprattutto, come:

Il complesso di Edipo

Cos'è quel senso di colpa, quella frustrazione che ci impedisce di agire in perfetta conformità con la nostra personalità? Perchè la nostra azione corrisponde solo parzialmente al nostro pensiero?

Dove nasce la nevrosi? E dove nasce il transfert generazionale di questa terribile nevrosi che rende padri, madri e figli così simili?
Freud spiega molti dettagli della psicoanalisi nell'adulto a partire dal complesso di Edipo e dalla sua contrapposizione che è il complesso di castrazione. Era impossibile, per me, lasciare l'argomendo indiscusso!

Per qualche bugia in più

Le bugie non hanno confini molto definiti, sono aleatorie, frutto di fantasie fumose, spesso malate.
Malate di società e malate di se stesse. Questa malattia non è una giustificazione ne una patologia altrimenti curabile, è la nota principale di una scarsa autostima, evincibile previo l'individuazione di segnali inconfondibili.

Iniziamo con l'esporre il rischio del tentativo di classificare le bugie e di vedere come e dove le bugie possono essere considerate utili per poi scendere nel mero argomento dello smascheramento delle bugie:

martedì 22 maggio 2007

Completamento degli spazi della prossemica

Ho aggiunto gli ultimi due spazi prossemici nelle loro principali generalità. Mi rendo conto da questi primi post che produco che la prossemica è un argomento piuttosto interessante ai più, proseguirò anche in questa direzione.

Fino ad ora abbiamo delineato quattro aree prossemiche generali, al netto delle variazioni culturali che differenziano i vari popoli possiamo asserire che:
La zona prossemica intima è entro i 50 cm dal proprio corpo;
La zona prossemica personale è entro i 120 cm dal proprio corpo;
La zona prossemica sociale è entro i 240 cm dal proprio corpo;
Fino agli 8 metri c'è la zona prossemica pubblica;

Oltre gli otto metri si produrranno difficilmente dei rapporti se non si considera quegli spazi pubblici monopolisti quali concerti e conferenze dove il pubblico è assorto nella comprensione del tema o nell'ascolto del cantante ... in questo senso la relazionalità è unidirezionale e non esiste dialogo (con piccole e poche eccezioni!)

Uomo e computer

Il cervello meccanico è un paradigma che offre, da un lato, considerazioni aberranti sulla natura dell'uomo, dall'altro un modello interessante del funzionamento di base delle meccaniche sintomatiche che producono cambiamenti nel cervello.

Apprendere questo meccanismo è importante per imparare a cambiare se stessi, sempre che ne ricorrano motivi sufficienti e/o necessità impellenti:

domenica 20 maggio 2007

Prossemica e zona personale

Dopo la zona intima, andiamo ad analizzare la fisiologia dello spazio di contatto, ovvero quello spazio dove tutto diventa "afferrabile" che in prossemica si chiama zona personale.

Il poter toccare e la possibilità di essere toccati consistono in un elemento a forte impatto emotivo, di base ci sono fiducia della persona e complicità manifesta o supposta: